Il mondo dell'ufologia
 

Chiamatemi VICTOR

Victor TAI 9 Nov 2016 12:39
Le notizie che leggerete in queste pagine sono correlate dal più alto grado di
segretezza. La mia decisione di pubblicarle è giunta dopo attente riflessioni
non facili.

La divulgazione di notizie e la libertà di informazione è alla base di tutte
le società moderne. Il giuramento del silenzio totale a cui mi sono sottoposto
in passato è violato proprio con queste pagine.

Considerando i fatti e quello che sto per dire io sono un traditore.
Tradisco per la giusta causa della verità.

Non vi dirò il mio nome, ma mi assegnerò un alias.

Chiamatemi Victor.
Leonardo Serni 9 Nov 2016 16:41
On Wed, 9 Nov 2016 03:39:34 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:

>Le notizie che leggerete in queste pagine sono correlate dal più alto grado di
segretezza.
>La mia decisione di pubblicarle è giunta dopo attente riflessioni non facili.

Nell'interesse della continuity, vorrei ancora una volta rimarcare l'ovvio.

Il contatto con una civiltà aliena, viste le possibili conseguenze a livello
politico,
economico, sociale, sanitario, tecnologico eccetera, è il momento più
importante nella
storia di una razza.

(Anche perché, se le cose vanno veramente storte, potrebbe essere l'ultimo).

Il personale incaricato di queste operazioni è quindi di necessità
selezionatissimo: a
un livello tale che con un curriculum per diventare ambasciatore alle Nazioni
Unite ti
fanno al massimo aiuto bidello.

*****ogamente, la sicurezza delle operazioni è tale che, per arrivare al
livello in cui
si sa davvero qualcosa, i superiori devono avere garanzie quasi inconcepibili.
Laddove
la cosa è biologicamente o tecnologicamente possibile, il personale coinvolto
non è in
grado di violare la sicurezza, perché nel momento in cui ci pensa seriamente
gli viene
una sincope, ed obbligarlo con la forza gli provoca un ictus. Laddove non è
possibile,
uno dei requisiti per l'impiego è avere una vasta famiglia con molte persone
care, che
ordinariamente nessuno si sognerebbe di uccidere mediante lenta *******

Ma al di là delle pastoie biologiche, neurologiche o affettive, il personale
coinvolto
deve essere di elevatissimo livello, e padroneggiare la cultura, la ******* e i
costumi
del pianeta contattato con una sicurezza superiore alla media.

Per intenderci, se l'ambasciatore israeliano a Londra parla inglese come un
londinese,
tedesco come un berlinese e francese come un parigino (nell'italiano si sente un
certo
accento straniero), qualsiasi inviato di Fomalhaut per la Terra parlerà con
facilità e
scioltezza le lingue terrestri più diffuse. Che un pakistano potrebbe pensare
siano l'
urdu e lo hindi, e un italiano l'italiano <large, evil grin>... ma
oggettivamente sono
l'inglese, il cinese e magari il francese o lo spagnolo.

Discorso assolutamente *****ogo vale per le altre materie del curriculum...
soprattutto
considerando che il livello tecnologico va di pari passo con la capacità di
acquistare
cultura e con la longevità, non c'è motivo perché un inviato sulla Terra
abbia meno di
una cultura universitaria, quanto meno nelle materie scientifiche, valutata
secondo il
metro della Terra. Nello stesso modo in cui un esploratore americano in
Amazzonia deve
avere una conoscenza dell'ecologia amazzonica almeno pari a quella di un
ragazzino del
posto, altrimenti dopo il primo bivacco muore di cagasangue.

Non che nel cosmo non ci siano gli ignoranti; semplicemente (così come nessuno
farebbe
suonare una fuga di Bach a Stephen Hawking, o tirare al piattello Ray Charles)
nessuno
spedirebbe un meno-che-super-competente, benché altrimenti sia una degnissima
persona,
a lavorare nelle relazioni extraplanetarie.

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Arne Saknussemm 9 Nov 2016 16:46
:: On Wed, 9 Nov 2016 03:39:34 -0800 (PST)
:: (it.discussioni.ufo)
:: <08b58196-863b-4b77-a7a3-635ba9fd065a@googlegroups.com>
:: Victor TAI <victoroftai@gmail.com> wrote:

> Chiamatemi Victor.

Victor chi ? Ma chiamatelo da solo, no !

Eccheppalle 'stì scrocconi !
DrMorbius 9 Nov 2016 17:47
Victor TAI <victoroftai@gmail.com> ha scritto:

> Le notizie che leggerete in queste pagine sono correlate dal più alto
> grado di segretezza.

un nuovo ARBEL è tra noi ?

--
DrMorbius
Victor TAI 9 Nov 2016 17:59
Il giorno mercoledì 9 novembre 2016 17:47:11 UTC+1, DrMorbius ha scritto:
> Victor TAI <victoroftai@gmail.com> ha scritto:
>
>> Le notizie che leggerete in queste pagine sono correlate dal più alto
>> grado di segretezza.
>
> un nuovo ARBEL è tra noi ?
>
> --
> DrMorbius

Era il 2010 quando Victor TAI diffuse la documentazione sulla TAI.
Il suo sito fu oscurato e rimasero solo i blog che parlavano di lui

http://andromedawaked.blogspot.it/2011/01/tai-programma-internazionale-di.html
DrMorbius 9 Nov 2016 18:06
Victor TAI <victoroftai@gmail.com> ha scritto:


> Era il 2010 quando Victor TAI diffuse la documentazione sulla TAI.
> Il suo sito fu oscurato e rimasero solo i blog che parlavano di lui

Belin !

--
DrMorbius
Marco C. 9 Nov 2016 18:39
On Wed, 09 Nov 2016 16:47:11 GMT, "DrMorbius"
<21685invalid@mynewsgate.net> wrote:

>Victor TAI <victoroftai@gmail.com> ha scritto:
>
>> Le notizie che leggerete in queste pagine sono correlate dal più alto
>> grado di segretezza.
>
>un nuovo ARBEL è tra noi ?

V.ICT.OR.TA.I decifratevetevelo ;-))

belin veramente però..


Marco C.
--
Da "SONOTRANOI" in IDU il 29 Aprile 2003, 16:28:06 +0200
Thread "X STN (quello sardo )"

"Quindi sei d'accordo con ARBEL? Si perchè è quello che
vorrei far capire qui dentro: IO SENTO DI CREDO IN ARBEL."
Leonardo Serni 9 Nov 2016 19:00
On Wed, 9 Nov 2016 08:00:39 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:

>http://3.bp.blogspot.com/_2h3TgzpAQjg/TTHt-vgm5PI/AAAAAAAAASo/irm9B8Ck6SA/s1600/linuaggio.png

>http://4.bp.blogspot.com/_2h3TgzpAQjg/TTHt916As7I/AAAAAAAAASk/c_e2vtW4AEk/s1600
******* png

Beh, e con questo? E' abbastanza normale che venga usata una ******* franca"
fra due specie
di culture molto diverse, perché i linguaggi evolutisi naturalmente sono sempre
polisemici,
cosa che pone problemi notevoli già con le lingue umane.

Questo tra l'altro è un ennesimo "pons asinorum", perché è estremamente
difficile ideare da
zero una ******* credibile... mutuando un concetto informatico, verificare la
credibilità di
una ******* potrebbe dirsi di classe P, mentre costruirla NP completo[1]. In
realtà la quasi
totalità delle pseudo-lingue fallisce già i test più elementari, il che rende
pericolosa la
traduzione anche di frasi come "Le rose sono rosse, le viole sono blu" [2].

Leonardo

[1] diamo naturalmente per scontato che P != NP ;-)
[2] http://i1.kym-cdn.com ******* images/newsfeed/001/079/875/af0.gif
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Gyork 9 Nov 2016 19:17
Victor TAI ha pensato forte :


> Chiamatemi Victor.

No.
Ti chiamerò Gonzo.
Jinx 9 Nov 2016 20:09
"Gyork" <gyork.gyork@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:nvvp78$f3v$1@dont-email.me...
> Victor TAI ha pensato forte :
>
>
>> Chiamatemi Victor.
>
> No.
> Ti chiamerò Gonzo.

ma non sarà vittorio 'o fesso?
Victor TAI 10 Nov 2016 08:48
Il giorno mercoledì 9 novembre 2016 19:00:51 UTC+1, Leonardo Serni ha scritto:
> On Wed, 9 Nov 2016 08:00:39 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:
>
>
>http://3.bp.blogspot.com/_2h3TgzpAQjg/TTHt-vgm5PI/AAAAAAAAASo/irm9B8Ck6SA/s1600/linuaggio.png
>
>
>http://4.bp.blogspot.com/_2h3TgzpAQjg/TTHt916As7I/AAAAAAAAASk/c_e2vtW4AEk/s1600
******* png
>
> Beh, e con questo? E' abbastanza normale che venga usata una ******* franca"
fra due specie
> di culture molto diverse, perché i linguaggi evolutisi naturalmente sono
sempre polisemici,
> cosa che pone problemi notevoli già con le lingue umane.
>
> Questo tra l'altro è un ennesimo "pons asinorum", perché è estremamente
difficile ideare da
> zero una ******* credibile... mutuando un concetto informatico, verificare la
credibilità di
> una ******* potrebbe dirsi di classe P, mentre costruirla NP completo[1]. In
realtà la quasi
> totalità delle pseudo-lingue fallisce già i test più elementari, il che
rende pericolosa la
> traduzione anche di frasi come "Le rose sono rosse, le viole sono blu" [2].
>
> Leonardo
>
> [1] diamo naturalmente per scontato che P != NP ;-)
> [2] http://i1.kym-cdn.com ******* images/newsfeed/001/079/875/af0.gif
> --
>
> A terrible beauty is born.
> - W. B. Yeats, Easter 1916

Io ho riportato quanto Victo TAI scriveva nel 2010!

Ma tu stai attribuendo la costruzione di un predicato complesso e non
elementare.
Il linguaggio equivalente sviluppato con il triangolo di rosetta non era una
traduzione vera e propria della ******* In fondo non comunichiamo poesie oppure
il nostro modo di fare, di dire.. ma solo concetti elementari.
Il linguaggio, secondo i siti di Victor, era elementare come un linguaggio di
comunicazione.

Prendi ad esempio il codice binario, oppure un codice di programmazione. Esamina
ed implementa predicati semplici con un metalinguaggio, ma non comunica,
sensazioni, modi di dire.. e' piuttosto elementare, schematico.. utilizzabile da
chiunque.

Non si tratta ne dell'unione di due lingue, ma solo di creare un prontuario di
semplici concetti da cui sviluppare un modo di comunicazione.

A = A -> VERO
A = B -> FALSO
Gatsu 10 Nov 2016 11:20
Victor TAI <victoroftai@gmail.com> ha scritto:
> cut
>
> Considerando i fatti e quello che sto per dire io sono un traditore.
> Tradisco per la giusta causa della verità.
>
> Non vi dirò il mio nome, ma mi assegnerò un alias.
>
> Chiamatemi Victor.

Se non ti caghiamo proprio fa lo stesso vero ?

--
Federico

https://www.facebook.com/fedegatsu
https://www.facebook.com/SBItalysrl?ref=hl
http://www.sbitaly.it/it/
Leonardo Serni 10 Nov 2016 14:04
On Wed, 9 Nov 2016 23:48:39 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:

>> Beh, e con questo? E' abbastanza normale che venga usata una ******* franca"
fra due specie
>> di culture molto diverse, perché i linguaggi evolutisi naturalmente sono
sempre polisemici,
>> cosa che pone problemi notevoli già con le lingue umane.

>> Questo tra l'altro è un ennesimo "pons asinorum", perché è estremamente
difficile ideare da
>> zero una ******* credibile... mutuando un concetto informatico, verificare la
credibilità di
>> una ******* potrebbe dirsi di classe P, mentre costruirla NP completo[1]. In
realtà la quasi
>> totalità delle pseudo-lingue fallisce già i test più elementari, il che
rende pericolosa la
>> traduzione anche di frasi come "Le rose sono rosse, le viole sono blu" [2].

>Ma tu stai attribuendo la costruzione di un predicato complesso e non
elementare.

Cosa intendi con «predicato»?

>Il linguaggio equivalente sviluppato con il triangolo di rosetta non era una
traduzione vera e propria della *******
>In fondo non comunichiamo poesie oppure il nostro modo di fare, di dire.. ma
solo concetti elementari.

Certamente. Magari ti obietto che «equivalente» significa «che ha lo stesso
valore», e
non puoi venirmi a dire che una ******* franca monosemica sia «equivalente»
alla ******* italiana (per fare un esempio).

O per citare i classici,

I' ho tanti vocavoli nella mia ******* materna, ch'io m'ho più tosto da
dolere del bene intendere delle cose, che del mancamento delle parole,
colle quali io possa bene espriemere il concetto della mente mia.

Trattandosi di culture (e perfino di biologie) diverse, quelli che una parte
considera
"concetti elementari" potrebbero non esserlo per l'altra parte. Per esempio
moltissimi
concetti biologici, perfino cose come "vita" e "morte".

>Il linguaggio, secondo i siti di Victor, era elementare come un linguaggio di
comunicazione.

Questa frase non ha senso. Un "linguaggio di comunicazione" non è,
automaticamente, un
qualcosa di elementare. Ci sono linguaggi semplici e linguaggi complessi.

> Prendi ad esempio il codice binario, oppure un codice di programmazione.

Questo equivale a dire "Prendi ad esempio un fiume, o un motore Diesel"... Il
«codice»
binario è appunto un «codice», cioè un insieme di simboli. Un alfabeto.
Quello binario
è il più semplice possibile perché usa due simboli soltanto. In
programmmazione non si
usa un «codice» ma un «linguaggio»; il codice è se mai quello per la CPU.

> Esamina ed implementa predicati semplici con un metalinguaggio

Ma anche no. Il "codice di programmazione" specifica una serie di operazioni
registro,
I/O, o altro in una CPU; motivo per cui 'PQRS' può significare una cosa per una
CPU, e
una cosa del tutto diversa per un'altra CPU.

E il codice binario non esamina e non implementa proprio niente perché è
semplicemente
una rappresentazione matematica in base due.

>Non si tratta ne dell'unione di due lingue, ma solo di creare un prontuario di
semplici concetti da cui sviluppare un modo di comunicazione.

>A = A -> VERO
>A = B -> FALSO

Nota che stai già usando *quattro* simboli, sicché il codice binario non ti
basta.

Poi, andando nel dettaglio, le "teorie" di 'Victor Tai', definite
caritatevolmente una
serie di fantasiose baggianate, si basavano su una lettura approssimativa di un
lavoro
speculativo [Sarrazin M, Petit F, Acta Physica Polonica B. 36, p. 1933-1950]. Ma
Petit
e Sarrazin richiedono esplicitamente particelle di tipo fermionico, mentre
Victor Tai,
ripetutamente, parla di gravitoni. E i gravitoni sono bosoni, non fermioni.

Non è finita. Victor Tai cita nei suoi lavori la tecnica di trasmissione
Eridano-*****ne
che è quello che si dice un "irrilevante"; peggio; è un concetto indeducibile,
che per
forza di cose deve essere stato trasmesso. Sostanzialmente viene a dire che gli
alieni
ci hanno mandato una scatoletta, e l'apriscatole è dentro :-). Messa in questi
termini
penso che tu veda da solo che abbiamo un problema... e non siamo nemmeno a
Houston.

Riassumendo, Victor mostra di sapere cose che non può sapere - e per sapere le
quali è
necessario un set di conoscenze che... renderebbe il suo lavoro superfluo :-D

(Un problema simile si è verificato con certi documenti citati da Sitchin in
cui viene
citato, a sentire certi suoi esègerati, il laser. E il problema è: come si
dice laser,
in antico sumero, e come facciamo noi a saperlo? E magari "brehmsstrahlung", in
sumero
come si dice?)

Oh, nello scrivere questo messaggio mi sono tornati alla mente due post che oggi
hanno
un valore storicofl, tipo l'annuncio della PNN del 1998 e la prima citazione dei
Persi
Ani (volgarmente detti anche Culi Perduti) che credevo di avere inventato nel
2014:

https://groups.google.com/d/msg/it.discussioni.misteri/SLSH5SoxdJo/gRPlk47iEvsJ
https://groups.google.com/d/msg/it.discussioni.misteri/xYYDChAnIW4/hP8qNKIj7z4J

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Victor TAI 10 Nov 2016 14:54
Il giorno giovedì 10 novembre 2016 14:04:22 UTC+1, Leonardo Serni ha scritto:
> On Wed, 9 Nov 2016 23:48:39 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:
>
>>> Beh, e con questo? E' abbastanza normale che venga usata una *******
franca" fra due specie
>>> di culture molto diverse, perché i linguaggi evolutisi naturalmente sono
sempre polisemici,
>>> cosa che pone problemi notevoli già con le lingue umane.
>
>>> Questo tra l'altro è un ennesimo "pons asinorum", perché è estremamente
difficile ideare da
>>> zero una ******* credibile... mutuando un concetto informatico, verificare
la credibilità di
>>> una ******* potrebbe dirsi di classe P, mentre costruirla NP completo[1].
In realtà la quasi
>>> totalità delle pseudo-lingue fallisce già i test più elementari, il che
rende pericolosa la
>>> traduzione anche di frasi come "Le rose sono rosse, le viole sono blu" [2].
>
>>Ma tu stai attribuendo la costruzione di un predicato complesso e non
elementare.
>
> Cosa intendi con «predicato»?
>
>>Il linguaggio equivalente sviluppato con il triangolo di rosetta non era una
traduzione vera e propria della *******
>>In fondo non comunichiamo poesie oppure il nostro modo di fare, di dire.. ma
solo concetti elementari.
>
> Certamente. Magari ti obietto che «equivalente» significa «che ha lo stesso
valore», e
> non puoi venirmi a dire che una ******* franca monosemica sia «equivalente»
alla ******* > italiana (per fare un esempio).
>
> O per citare i classici,
>
> I' ho tanti vocavoli nella mia ******* materna, ch'io m'ho più tosto da
> dolere del bene intendere delle cose, che del mancamento delle parole,
> colle quali io possa bene espriemere il concetto della mente mia.
>
> Trattandosi di culture (e perfino di biologie) diverse, quelli che una parte
considera
> "concetti elementari" potrebbero non esserlo per l'altra parte. Per esempio
moltissimi
> concetti biologici, perfino cose come "vita" e "morte".
>
>>Il linguaggio, secondo i siti di Victor, era elementare come un linguaggio di
comunicazione.
>
> Questa frase non ha senso. Un "linguaggio di comunicazione" non è,
automaticamente, un
> qualcosa di elementare. Ci sono linguaggi semplici e linguaggi complessi.
>
>> Prendi ad esempio il codice binario, oppure un codice di programmazione.
>
> Questo equivale a dire "Prendi ad esempio un fiume, o un motore Diesel"... Il
«codice»
> binario è appunto un «codice», cioè un insieme di simboli. Un alfabeto.
Quello binario
> è il più semplice possibile perché usa due simboli soltanto. In
programmmazione non si
> usa un «codice» ma un «linguaggio»; il codice è se mai quello per la CPU.
>
>> Esamina ed implementa predicati semplici con un metalinguaggio
>
> Ma anche no. Il "codice di programmazione" specifica una serie di operazioni
registro,
> I/O, o altro in una CPU; motivo per cui 'PQRS' può significare una cosa per
una CPU, e
> una cosa del tutto diversa per un'altra CPU.
>
> E il codice binario non esamina e non implementa proprio niente perché è
semplicemente
> una rappresentazione matematica in base due.
>
>>Non si tratta ne dell'unione di due lingue, ma solo di creare un prontuario
di semplici concetti da cui sviluppare un modo di comunicazione.
>
>>A = A -> VERO
>>A = B -> FALSO
>
> Nota che stai già usando *quattro* simboli, sicché il codice binario non ti
basta.
>
> Poi, andando nel dettaglio, le "teorie" di 'Victor Tai', definite
caritatevolmente una
> serie di fantasiose baggianate, si basavano su una lettura approssimativa di
un lavoro
> speculativo [Sarrazin M, Petit F, Acta Physica Polonica B. 36, p. 1933-1950].
Ma Petit
> e Sarrazin richiedono esplicitamente particelle di tipo fermionico, mentre
Victor Tai,
> ripetutamente, parla di gravitoni. E i gravitoni sono bosoni, non fermioni.
>
> Non è finita. Victor Tai cita nei suoi lavori la tecnica di trasmissione
Eridano-*****ne
> che è quello che si dice un "irrilevante"; peggio; è un concetto
indeducibile, che per
> forza di cose deve essere stato trasmesso. Sostanzialmente viene a dire che
gli alieni
> ci hanno mandato una scatoletta, e l'apriscatole è dentro :-). Messa in
questi termini
> penso che tu veda da solo che abbiamo un problema... e non siamo nemmeno a
Houston.
>
> Riassumendo, Victor mostra di sapere cose che non può sapere - e per sapere
le quali è
> necessario un set di conoscenze che... renderebbe il suo lavoro superfluo :-D
>
> (Un problema simile si è verificato con certi documenti citati da Sitchin in
cui viene
> citato, a sentire certi suoi esègerati, il laser. E il problema è: come si
dice laser,
> in antico sumero, e come facciamo noi a saperlo? E magari "brehmsstrahlung",
in sumero
> come si dice?)
>
> Oh, nello scrivere questo messaggio mi sono tornati alla mente due post che
oggi hanno
> un valore storicofl, tipo l'annuncio della PNN del 1998 e la prima citazione
dei Persi
> Ani (volgarmente detti anche Culi Perduti) che credevo di avere inventato nel
2014:
>
>
https://groups.google.com/d/msg/it.discussioni.misteri/SLSH5SoxdJo/gRPlk47iEvsJ
>
https://groups.google.com/d/msg/it.discussioni.misteri/xYYDChAnIW4/hP8qNKIj7z4J
>
> Leonardo
> --
>
> A terrible beauty is born.
> - W. B. Yeats, Easter 1916

Cosa ne pensi di questo?

" Erian cominciò gli studi sul nostro linguaggio partendo dal presupposto che i
nostri linguaggi erano suddivisi in: linguaggio naturale e linguaggio
artificiale.

Il linguaggio naturale era diviso in parlato o scritto.

Il linguaggio artificiale è un’astrazione di un modo di comunicare comune in
cui è presente un alfabeto finito di cui gli elementi sono detti simboli.

Gli alieni non provarono a comunicare verbalmente con noi, per il semplice
motivo che il linguaggio parlato è un segnale acustico continuo in cui è
difficile comprendere la separazione di lettere e parole. Mentre il linguaggio
scritto è un insieme di simboli che sono strutturati secondo una logica e le
parole sono divisi da spazi.

Il nostro linguaggio scritto è un insieme finito di simboli

{a ,.., z , A , .. , Z , . , ; , : , !, ..., - (=”spazio”)}

Capire il nostro linguaggio scritto, rappresentazione fonetica del nostro
linguaggio parlato, era la scelta più logica.

Ad aiutare gli Alieni era stato chiamato Hilbert , un matematico che aveva
studiato anni prima il linguaggio umano scoprendo che esiste nel nostro modo di
comunicare una logica non ricorsiva e non numerabile. Con un teorema, Hilbert,
aveva astratto in maniera formale una formula algebrica che in base ad un
alfabeto finito costruiva una frase.

Si era arrivati alla conclusione che la nostra grammatica non era altro che un
sistema gerarchico, che descriveva regole informali. Il concetto della
giustapposizione è stato la base della costruzione di una regola comunicativa.

Nel linguaggio umano esistono delle parole che non fanno parte del linguaggio ma
che definiscono una regola, queste parole sono comunque costruite con
l’insieme di simboli che costituiscono l’alfabeto. Questi vengono detti
metasimboli o simboli non terminali. Mentre le parole espresse che non
definiscono una regola, ma vengono espresse, sono chiamati simboli terminali.

Quindi li linguaggio umano può essere ridotto ad uno schema logico.

Alfabeto terminale: insieme finito di simboli.

Frase: insieme di simboli non terminali o metasimboli.

Simboli non terminali: parole che definiscono una regola del linguaggio,
chiamato assioma.

Simboli terminali: parola che definisce un significato comunicativo, l’unita
essenziale di informazione.

Con questo stu***** si è potuto arrivare ad una astrazione del nostro
linguaggio.



La struttura ad albero del linguaggio umano venne astratta e si è introdotto il
concetto di grammatica e di linguaggio generato. Definite delle regole di
produzione della ******* in base ad un alfabeto finito, la ******* generato
dalla grammatica è l’insieme di simboli terminali dell’alfabeto scelto ed
è derivabile da un metasimbolo.

Q = *******

G = Grammatica.

A = Alfabeto.


s = simbolo terminale.

M = metasimbolo.

Q(G)={s|s∈A*e M⇒G* s}


Da questi teoremi si è arrivato a definire delle regole di produzione astratti
del linguaggio umano, definite secondo struttura logica matematica. Tutto
identificabile sotto una struttura ad albero.


Gli alieni hanno compreso il nostro linguaggio attraverso una formula matematica
ed inseguito applicando lo stesso concetto sul loro linguaggio si è creata una
grammatica lineare equivalente.


Nel 1962 quando fu costruita questa grammatica equivalente che permetteva la
comunicazione tra la nostra e civiltà e la loro e stata costruito il triangolo
di rosetta. Un triangolo equilatero che metteva in un lato il linguaggio umano,
nell’altro l’alto il linguaggio alieno e nella base il linguaggio
equivalente lineare.


Il triangolo di rosetta è stato il traguardo di 26 anni di lavoro con la
civiltà di Erian. Questo ha permesso di aprire un dialogo vero e proprio e di
poter accedere ad una comunicazione diretta attraverso un c*****e.


Il vocabolario umano ed alieno è stato ridotto ad un minimo essenziale.
Inizialmente entrambi contengono 627 vocaboli in seguito ampliati a 956. Come
******* umana è stato usato l’inglese perché contiene una struttura
sintetica è una minor complessità, stessa logica utilizzata dagli abitanti di
Erian per il loro linguaggio.!
Leonardo Serni 10 Nov 2016 23:17
On Thu, 10 Nov 2016 05:54:44 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:

>Cosa ne pensi di questo?

> Erian cominciò gli studi sul nostro linguaggio partendo dal presupposto
> che i nostri linguaggi erano suddivisi in: linguaggio naturale e linguaggio
artificiale.
> Il linguaggio naturale era diviso in parlato o scritto.
> Il linguaggio artificiale è un’astrazione di un modo di comunicare comune
> in cui è presente un alfabeto finito di cui gli elementi sono detti simboli.
>
> Gli alieni non provarono a comunicare verbalmente con noi, per il semplice
> motivo che il linguaggio parlato è un segnale acustico continuo in cui è
> difficile comprendere la separazione di lettere e parole. Mentre il linguaggio
> scritto è un insieme di simboli che sono strutturati secondo una logica
> e le parole sono divisi da spazi.

> Il nostro linguaggio scritto è un insieme finito di simboli

> {a ,.., z , A , .. , Z , . , ; , : , !, ..., - (=”spazio”)}

> Capire il nostro linguaggio scritto, rappresentazione fonetica del nostro
> linguaggio parlato, era la scelta più logica.

La scelta più logica sì, ma c'è un problema. Che cos'hanno gli alieni a
disposizione?

Questo apre un ulteriore problema che è precedente, e uno ancora più grosso, e
ancora
precedente. Ma per ora diamoli buoni e concentriamoci sul seguente scenario.

Gli Eridaniani sono arrivati su *****ne, hanno messo su la loro brantenna
e si predispongono a raccogliere dati.

Da *****ne, se punti il parabolozzo sulla Terra, ti arrivano segnali nella banda
che va
da circa cinque centimetri a circa venti metri; il che significa ra***** e
televisione.

Libri, giornali e materiale pubblicitario arriva molto più raramente e
l'affrancatura
costa una rovina. Comunque anche le pizze le consegnano franco piano orbitale,
sicché
è meglio non farci conto.

Ma quand'anche fosse, senza CONTESTO una ******* scritta te la puoi fumare nella
pipa,
indipendentemente dal materiale a disposizione. Vedi cos'è successo con
l'egiziano, o
con l'etrusco, o con il Lineare A.

Le trasmissioni TV invece un po' di contesto te lo forniscono.

Avendo a disposizione queste fonti di dati, gli Eridaniani concludono quasi
subito di
trovarsi di fronte una specie che comunica mediante vibrazioni acustiche, e
l'*****isi
dei segnali rivela subito l'esistenza di lingue diverse e anche circa dove sono
posti
i popoli che le parlano.

A questo punto, decifrare una ******* senza contesto è una roba
complicatissima; però,
la fortuna li assiste perché una *****isi di due secondi dei segnali in banda
*HF farà
capire che si tratta di due (tre - ma vabbe', il SECAM fa pippa) standard.
Quello più
facile da *****izzare (e visibilmente anche primitivo), si vede subito che è
basato su
un blocchetto di sudicio e due blocchetti circa sei volte più lunghi; dopo un
po', si
capisce che si tratta di 39 pezzetti di ralla e due semiquadri di 243 pezzetti
l'uno.

Sono immagini. Il modo con cui sono disposte fa capire che si tratta di video.

Il fatto che 39 sia 3*13 e 243 sia 3^5 - coincidenze del ******* - fa saltare
subito un
paio di Eridaniani entusiasti a conclusioni esilaranti, e sballate. Mentre la
curiosa
struttura dei due semi-quadri li convince che i Terrestri abbiano un sistema
visivo a
rilevazione di fase. Però sulla percezione tridimensionale, per caso, ci
azzeccano.

E a questo punto scoprono che oltre al video c'è una banda au***** che è
modulata quasi
esattamente come i segnali ra*****.

Da lì in poi, grazie anche a occasionali colpi di fortuna come i programmi
educativi,
il lavoro rimane complicato, ma è affrontabile.

Salvo che una delle due culture usi un linguaggio strategizzato tipo il
Tamariano, in
cui il contesto non c'è proprio e quindi, eh - il fiume Temarq, in inverno.

(A proposito. Un interessante PdV sui figli di Tama:
http://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2014/06/star-trek-tng-and-the-limits-of-language-shaka-when-the-walls-fell/372107/)

> Ad aiutare gli Alieni era stato chiamato Hilbert, un matematico

...terrestre. Quindi gli alieni, non riuscendo a comunicare con i terrestri,
chiamano
Hilbert e gli comunicano... err... aspetta: lo vedi, che qui c'è qualcosa che
tocca?

> che aveva studiato anni prima il linguaggio umano scoprendo che esiste nel
nostro modo
> di comunicare una logica non ricorsiva e non numerabile. Con un teorema,
Hilbert,
> aveva astratto in maniera formale una formula algebrica che in base ad un
alfabeto
> finito costruiva una frase.

Ecco, leggendo una frase così io inquadro "Victor Tai" come un ragazzino, più
o meno,
sui sedici anni, che è rimasto fulminato dalla scoperta appunto di cose tipo
Hilbert,
o Shannon, o simili, e ci si è fatto su un mega-film.

Purtroppo, dimenticandosi per strada dettagli cruciali, come il fatto che queste
cose
gli alieni GIA' LE DOVEVANO SAPERE. Non è che il teorema di Shannon, per dire,
è nato
sulla Terra. E' l'Universo che è fatto in un certo modo e, sulla Terra, l'ha
scoperto
Shannon, ma su Vulcano l'ha scoperto K'veeth, su Delta Pavonis IV l'ha scoperto
Glgl,
e da chissà quante altre parti l'hanno scoperto l'anime de li mejo *******
loro.

O, appunto, che per COMUNICARE con Hilbert uno doveva aver già risolto il
problema di
come comunicare con Hilbert.

Cioè, non è che tu telefoni a qualcuno e POI gli chiedi se ha un telefono, e
se ti dà
cortesemente il numero.

> Gli alieni hanno compreso il nostro linguaggio attraverso una formula
matematica ed
> in seguito applicando lo stesso concetto sul loro linguaggio si è creata una
grammatica
> lineare equivalente.

Peccato però che non funzioni, perché il concetto di "linguaggio" non si basa
affatto
su questo tipo di costruzione. Ragionando così, uno potrebbe (semplificando)
dire che
una volta decodificate l'alfabeto e le regole sillabiche, uno sa parlare
l'italiano.

E viene fuori questa roba qua, degna secondo me di un premio Nobel per la
fisica:

Tanto saca tulna ti, na putta tucci putti tilà,
runto cata cianto cianta manto cila tidà.
Palta cara sulda mi lacciata piccia pino tito bralda
per te cina nana ciunda lala cinda lala ciunda!
Ronto piti cale, a tanto cinto quinta lalda
o la tinta dalla lalta, ienta puccia lalla talta!

I problemi di una ******* franca di questo tipo sono ben altri. Una volta
stabilito un
vocabolario (la grammatica non ci interessa perché ognuno pensa alla propria -
e così
non dobbiamo neanche scomodare Hilbert, Chomsky e questo popolo qua), avremo una
roba
del tipo:

s0172 creatura terrestre carnivora di piccola taglia ("cane")
s7144 addetto alla preparazione dei nutrienti ("dexitroboper")

...ma alcuni concetti potrebbero non avere neanche un equivalente. E una parola
come,
che so, "casa" - da cui magari deriva "Dobbiamo proteggere le nostre case e le
nostre
famiglie" - ecco, una frase del genere in Yiribiano ti porta via tre quarti
d'ora. Di
conseguenza la costruzione del vocabolario deve partire da concetti condivisi,
ad es.
concetti di fisica. Che tu lo chiami berillio, kiradavas, o
tre-lampi-rossi-e-due-blu
il berillio è berillio sulla Terra, su Marte e su Fomalhaut IIIb.

Il problema di armonizzare le grammatiche è un assoluto non-problema. Puoi
riuscire a
comunicare concetti complessi usando poco più che i numeri! Uno-uno-due, sì.
Due-due-
quattro, no <g>.

(Il che tra l'altro illustra come la necessità che una ******* franca sia
monosemica è
insufficiente a porre limiti all'ingegno dei senzienti :-D ).

> Il vocabolario umano ed alieno è stato ridotto ad un minimo essenziale.
Inizialmente
> entrambi contengono 627 vocaboli in seguito ampliati a 956.

Oh, questo è il segno di Palin. E' un altro indizio che si ha a che fare con
giovani,
fantasiosi ballisti ;-).

Domàndati: che importanza ha il numero esatto di vocaboli, se ne siano stati
aggiunti
o tolti o modificati? Ma nessuna, perbacco. Ma è il genere di
dettaglio-non-dettaglio
che un me*****cre autore di fantascienza tende a pensare che dia credibilità.

Tipo "la luna di questo pianeta orbita alla distanza media di 15.733 chilometri"
(o -
scena già vista su IDU - "la base si trova a 0.04 UA dalla superficie solare").
Per i
giovani autori di fantascienza i numeri so' numeri, e l'importante è evitare di
usare
numeri come 12.345 o 77.777 perché sanno di falso. Per uno che c'è stato, o
almeno ha
letto un po' di SF ******* 15.733 (o altro numero inferiore a 15.927 <grin>) fa
torcere
la bocca.

Sommando i vari "indizi" la storia di Victor Tai non arriva neanche al livello
di una
sessione decente di un gioco di ruolo :-(

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
alnitakzeta@gmail.com 11 Nov 2016 14:36
Dato un alfabeto Σ, l’insieme di tutte le parole che si possono ottenere da
Σ viene indicato come Σ*, mentre l’insieme di tutte le parole che si possono
ottenere da Σ tranne la parola vuota viene indicato come Σ+. 2

Date due parole v = x1 … xn e w = y1 … ym , si dice prodotto di
giustapposizione di v e w (e si indica come v · w) la parola z = x1 … xny1
… ym. Si osservi che l(x · y) = l(x) + l(y).

Il prodotto di giustapposizione è una operazione binaria su Σ* , che gode
della proprietà associativa e in cui la parola vuota ε è l’elemento neutro:
1. (x·y) ·z = x· (y·z)
2. x·ε= ε·x=x

Grazie a queste due proprietà, l’insieme Σ* con l’operazione di
giustapposizione e l’elemento neutro ε
forma un monoide. Più precisamente, la terna (Σ*, ·, ε) è detta monoide
libero generato da Σ.

Si osservi che il prodotto di giustapposizione non è commutativo: do·lor ≠
lor·do.

Date le parole x, y diremo che x è prefisso di y se y=x·z per qualche z, x è
suffisso di y se y=zx per qualche z, x è fattore di y se y=z·x·w per qualche
z e w. Ad esempio, si consideri parola “incalzare”, “in” è un prefisso,
“are” un suffisso” e “calza” un fattore di tale parola.

Un linguaggio L sull’alfabeto Σ è un insieme di parole di Σ*, cioè un
qualunque sottoinsieme (finito o infinito) L ⊆ Σ*. Il linguaggio non
contenente alcuna parola viene detto linguaggio vuoto e indicato
con Ø. Si osservi che Ø è diverso dal linguaggio { ε } contenente solo la
parola vuota.



Il giorno giovedì 10 novembre 2016 23:17:11 UTC+1, Leonardo Serni ha scritto:
> On Thu, 10 Nov 2016 05:54:44 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:
>
>>Cosa ne pensi di questo?
>
>> Erian cominciò gli studi sul nostro linguaggio partendo dal presupposto
>> che i nostri linguaggi erano suddivisi in: linguaggio naturale e linguaggio
artificiale.
>> Il linguaggio naturale era diviso in parlato o scritto.
>> Il linguaggio artificiale è un’astrazione di un modo di comunicare comune
>> in cui è presente un alfabeto finito di cui gli elementi sono detti
simboli.
>>
>> Gli alieni non provarono a comunicare verbalmente con noi, per il semplice
>> motivo che il linguaggio parlato è un segnale acustico continuo in cui è
>> difficile comprendere la separazione di lettere e parole. Mentre il
linguaggio
>> scritto è un insieme di simboli che sono strutturati secondo una logica
>> e le parole sono divisi da spazi.
>
>> Il nostro linguaggio scritto è un insieme finito di simboli
>
>> {a ,.., z , A , .. , Z , . , ; , : , !, ..., - (=”spazio”)}
>
>> Capire il nostro linguaggio scritto, rappresentazione fonetica del nostro
>> linguaggio parlato, era la scelta più logica.
>
> La scelta più logica sì, ma c'è un problema. Che cos'hanno gli alieni a
disposizione?
>
> Questo apre un ulteriore problema che è precedente, e uno ancora più grosso,
e ancora
> precedente. Ma per ora diamoli buoni e concentriamoci sul seguente scenario.
>
> Gli Eridaniani sono arrivati su *****ne, hanno messo su la loro brantenna
> e si predispongono a raccogliere dati.
>
> Da *****ne, se punti il parabolozzo sulla Terra, ti arrivano segnali nella
banda che va
> da circa cinque centimetri a circa venti metri; il che significa ra***** e
televisione.
>
> Libri, giornali e materiale pubblicitario arriva molto più raramente e
l'affrancatura
> costa una rovina. Comunque anche le pizze le consegnano franco piano orbitale,
sicché
> è meglio non farci conto.
>
> Ma quand'anche fosse, senza CONTESTO una ******* scritta te la puoi fumare
nella pipa,
> indipendentemente dal materiale a disposizione. Vedi cos'è successo con
l'egiziano, o
> con l'etrusco, o con il Lineare A.
>
> Le trasmissioni TV invece un po' di contesto te lo forniscono.
>
> Avendo a disposizione queste fonti di dati, gli Eridaniani concludono quasi
subito di
> trovarsi di fronte una specie che comunica mediante vibrazioni acustiche, e
l'*****isi
> dei segnali rivela subito l'esistenza di lingue diverse e anche circa dove
sono posti
> i popoli che le parlano.
>
> A questo punto, decifrare una ******* senza contesto è una roba
complicatissima; però,
> la fortuna li assiste perché una *****isi di due secondi dei segnali in banda
*HF farà
> capire che si tratta di due (tre - ma vabbe', il SECAM fa pippa) standard.
Quello più
> facile da *****izzare (e visibilmente anche primitivo), si vede subito che è
basato su
> un blocchetto di sudicio e due blocchetti circa sei volte più lunghi; dopo un
po', si
> capisce che si tratta di 39 pezzetti di ralla e due semiquadri di 243 pezzetti
l'uno.
>
> Sono immagini. Il modo con cui sono disposte fa capire che si tratta di video.
>
> Il fatto che 39 sia 3*13 e 243 sia 3^5 - coincidenze del ******* - fa saltare
subito un
> paio di Eridaniani entusiasti a conclusioni esilaranti, e sballate. Mentre la
curiosa
> struttura dei due semi-quadri li convince che i Terrestri abbiano un sistema
visivo a
> rilevazione di fase. Però sulla percezione tridimensionale, per caso, ci
azzeccano.
>
> E a questo punto scoprono che oltre al video c'è una banda au***** che è
modulata quasi
> esattamente come i segnali ra*****.
>
> Da lì in poi, grazie anche a occasionali colpi di fortuna come i programmi
educativi,
> il lavoro rimane complicato, ma è affrontabile.
>
> Salvo che una delle due culture usi un linguaggio strategizzato tipo il
Tamariano, in
> cui il contesto non c'è proprio e quindi, eh - il fiume Temarq, in inverno.
>
> (A proposito. Un interessante PdV sui figli di Tama:
>
http://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2014/06/star-trek-tng-and-the-limits-of-language-shaka-when-the-walls-fell/372107/)
>
>> Ad aiutare gli Alieni era stato chiamato Hilbert, un matematico
>
> ...terrestre. Quindi gli alieni, non riuscendo a comunicare con i terrestri,
chiamano
> Hilbert e gli comunicano... err... aspetta: lo vedi, che qui c'è qualcosa che
tocca?
>
>> che aveva studiato anni prima il linguaggio umano scoprendo che esiste nel
nostro modo
>> di comunicare una logica non ricorsiva e non numerabile. Con un teorema,
Hilbert,
>> aveva astratto in maniera formale una formula algebrica che in base ad un
alfabeto
>> finito costruiva una frase.
>
> Ecco, leggendo una frase così io inquadro "Victor Tai" come un ragazzino,
più o meno,
> sui sedici anni, che è rimasto fulminato dalla scoperta appunto di cose tipo
Hilbert,
> o Shannon, o simili, e ci si è fatto su un mega-film.
>
> Purtroppo, dimenticandosi per strada dettagli cruciali, come il fatto che
queste cose
> gli alieni GIA' LE DOVEVANO SAPERE. Non è che il teorema di Shannon, per
dire, è nato
> sulla Terra. E' l'Universo che è fatto in un certo modo e, sulla Terra, l'ha
scoperto
> Shannon, ma su Vulcano l'ha scoperto K'veeth, su Delta Pavonis IV l'ha
scoperto Glgl,
> e da chissà quante altre parti l'hanno scoperto l'anime de li mejo *******
loro.
>
> O, appunto, che per COMUNICARE con Hilbert uno doveva aver già risolto il
problema di
> come comunicare con Hilbert.
>
> Cioè, non è che tu telefoni a qualcuno e POI gli chiedi se ha un telefono, e
se ti dà
> cortesemente il numero.
>
>> Gli alieni hanno compreso il nostro linguaggio attraverso una formula
matematica ed
>> in seguito applicando lo stesso concetto sul loro linguaggio si è creata
una grammatica
>> lineare equivalente.
>
> Peccato però che non funzioni, perché il concetto di "linguaggio" non si
basa affatto
> su questo tipo di costruzione. Ragionando così, uno potrebbe (semplificando)
dire che
> una volta decodificate l'alfabeto e le regole sillabiche, uno sa parlare
l'italiano.
>
> E viene fuori questa roba qua, degna secondo me di un premio Nobel per la
fisica:
>
> Tanto saca tulna ti, na putta tucci putti tilà,
> runto cata cianto cianta manto cila tidà.
> Palta cara sulda mi lacciata piccia pino tito bralda
> per te cina nana ciunda lala cinda lala ciunda!
> Ronto piti cale, a tanto cinto quinta lalda
> o la tinta dalla lalta, ienta puccia lalla talta!
>
> I problemi di una ******* franca di questo tipo sono ben altri. Una volta
stabilito un
> vocabolario (la grammatica non ci interessa perché ognuno pensa alla propria
- e così
> non dobbiamo neanche scomodare Hilbert, Chomsky e questo popolo qua), avremo
una roba
> del tipo:
>
> s0172 creatura terrestre carnivora di piccola taglia ("cane")
> s7144 addetto alla preparazione dei nutrienti ("dexitroboper")
>
> ...ma alcuni concetti potrebbero non avere neanche un equivalente. E una
parola come,
> che so, "casa" - da cui magari deriva "Dobbiamo proteggere le nostre case e le
nostre
> famiglie" - ecco, una frase del genere in Yiribiano ti porta via tre quarti
d'ora. Di
> conseguenza la costruzione del vocabolario deve partire da concetti condivisi,
ad es.
> concetti di fisica. Che tu lo chiami berillio, kiradavas, o
tre-lampi-rossi-e-due-blu
> il berillio è berillio sulla Terra, su Marte e su Fomalhaut IIIb.
>
> Il problema di armonizzare le grammatiche è un assoluto non-problema. Puoi
riuscire a
> comunicare concetti complessi usando poco più che i numeri! Uno-uno-due, sì.
Due-due-
> quattro, no <g>.
>
> (Il che tra l'altro illustra come la necessità che una ******* franca sia
monosemica è
> insufficiente a porre limiti all'ingegno dei senzienti :-D ).
>
>> Il vocabolario umano ed alieno è stato ridotto ad un minimo essenziale.
Inizialmente
>> entrambi contengono 627 vocaboli in seguito ampliati a 956.
>
> Oh, questo è il segno di Palin. E' un altro indizio che si ha a che fare con
giovani,
> fantasiosi ballisti ;-).
>
> Domàndati: che importanza ha il numero esatto di vocaboli, se ne siano stati
aggiunti
> o tolti o modificati? Ma nessuna, perbacco. Ma è il genere di
dettaglio-non-dettaglio
> che un me*****cre autore di fantascienza tende a pensare che dia credibilità.
>
> Tipo "la luna di questo pianeta orbita alla distanza media di 15.733
chilometri" (o -
> scena già vista su IDU - "la base si trova a 0.04 UA dalla superficie
solare"). Per i
> giovani autori di fantascienza i numeri so' numeri, e l'importante è evitare
di usare
> numeri come 12.345 o 77.777 perché sanno di falso. Per uno che c'è stato, o
almeno ha
> letto un po' di SF ******* 15.733 (o altro numero inferiore a 15.927 <grin>)
fa torcere
> la bocca.
>
> Sommando i vari "indizi" la storia di Victor Tai non arriva neanche al livello
di una
> sessione decente di un gioco di ruolo :-(
>
> Leonardo
> --
>
> A terrible beauty is born.
> - W. B. Yeats, Easter 1916
Victor TAI 11 Nov 2016 14:40
Dato un alfabeto Σ, l’insieme di tutte le parole che si possono ottenere da
Σ viene indicato come Σ*, mentre l’insieme di tutte le parole che si possono
ottenere da Σ tranne la parola vuota viene indicato come Σ+. 2

Date due parole v = x1 … xn e w = y1 … ym , si dice prodotto di
giustapposizione di v e w (e si indica come v · w) la parola z = x1 … xny1
… ym. Si osservi che l(x · y) = l(x) + l(y).

Il prodotto di giustapposizione è una operazione binaria su Σ* , che gode
della proprietà associativa e in cui la parola vuota ε è l’elemento neutro:

1. (x·y) ·z = x· (y·z)
2. x·ε= ε·x=x

Grazie a queste due proprietà, l’insieme Σ* con l’operazione di
giustapposizione e l’elemento neutro ε
forma un monoide. Più precisamente, la terna (Σ*, ·, ε) è detta monoide
libero generato da Σ.

Si osservi che il prodotto di giustapposizione non è commutativo: do·lor ≠
lor·do.

Date le parole x, y diremo che x è prefisso di y se y=x·z per qualche z, x è
suffisso di y se y=zx per qualche z, x è fattore di y se y=z·x·w per qualche
z e w. Ad esempio, si consideri parola “incalzare”, “in” è un prefisso,
“are” un suffisso” e “calza” un fattore di tale parola.

Un linguaggio L sull’alfabeto Σ è un insieme di parole di Σ*, cioè un
qualunque sottoinsieme (finito o infinito) L ⊆ Σ*. Il linguaggio non
contenente alcuna parola viene detto linguaggio vuoto e indicato
con Ø. Si osservi che Ø è diverso dal linguaggio { ε } contenente solo la
parola vuota.



Il giorno giovedì 10 novembre 2016 23:17:11 UTC+1, Leonardo Serni ha scritto:
> On Thu, 10 Nov 2016 05:54:44 -0800 (PST), Victor TAI <victoroftai@gmail.com>
wrote:
>
>>Cosa ne pensi di questo?
>
>> Erian cominciò gli studi sul nostro linguaggio partendo dal presupposto
>> che i nostri linguaggi erano suddivisi in: linguaggio naturale e linguaggio
artificiale.
>> Il linguaggio naturale era diviso in parlato o scritto.
>> Il linguaggio artificiale è un’astrazione di un modo di comunicare comune
>> in cui è presente un alfabeto finito di cui gli elementi sono detti
simboli.
>>
>> Gli alieni non provarono a comunicare verbalmente con noi, per il semplice
>> motivo che il linguaggio parlato è un segnale acustico continuo in cui è
>> difficile comprendere la separazione di lettere e parole. Mentre il
linguaggio
>> scritto è un insieme di simboli che sono strutturati secondo una logica
>> e le parole sono divisi da spazi.
>
>> Il nostro linguaggio scritto è un insieme finito di simboli
>
>> {a ,.., z , A , .. , Z , . , ; , : , !, ..., - (=”spazio”)}
>
>> Capire il nostro linguaggio scritto, rappresentazione fonetica del nostro
>> linguaggio parlato, era la scelta più logica.
>
> La scelta più logica sì, ma c'è un problema. Che cos'hanno gli alieni a
disposizione?
>
> Questo apre un ulteriore problema che è precedente, e uno ancora più grosso,
e ancora
> precedente. Ma per ora diamoli buoni e concentriamoci sul seguente scenario.
>
> Gli Eridaniani sono arrivati su *****ne, hanno messo su la loro brantenna
> e si predispongono a raccogliere dati.
>
> Da *****ne, se punti il parabolozzo sulla Terra, ti arrivano segnali nella
banda che va
> da circa cinque centimetri a circa venti metri; il che significa ra***** e
televisione.
>
> Libri, giornali e materiale pubblicitario arriva molto più raramente e
l'affrancatura
> costa una rovina. Comunque anche le pizze le consegnano franco piano orbitale,
sicché
> è meglio non farci conto.
>
> Ma quand'anche fosse, senza CONTESTO una ******* scritta te la puoi fumare
nella pipa,
> indipendentemente dal materiale a disposizione. Vedi cos'è successo con
l'egiziano, o
> con l'etrusco, o con il Lineare A.
>
> Le trasmissioni TV invece un po' di contesto te lo forniscono.
>
> Avendo a disposizione queste fonti di dati, gli Eridaniani concludono quasi
subito di
> trovarsi di fronte una specie che comunica mediante vibrazioni acustiche, e
l'*****isi
> dei segnali rivela subito l'esistenza di lingue diverse e anche circa dove
sono posti
> i popoli che le parlano.
>
> A questo punto, decifrare una ******* senza contesto è una roba
complicatissima; però,
> la fortuna li assiste perché una *****isi di due secondi dei segnali in banda
*HF farà
> capire che si tratta di due (tre - ma vabbe', il SECAM fa pippa) standard.
Quello più
> facile da *****izzare (e visibilmente anche primitivo), si vede subito che è
basato su
> un blocchetto di sudicio e due blocchetti circa sei volte più lunghi; dopo un
po', si
> capisce che si tratta di 39 pezzetti di ralla e due semiquadri di 243 pezzetti
l'uno.
>
> Sono immagini. Il modo con cui sono disposte fa capire che si tratta di video.
>
> Il fatto che 39 sia 3*13 e 243 sia 3^5 - coincidenze del ******* - fa saltare
subito un
> paio di Eridaniani entusiasti a conclusioni esilaranti, e sballate. Mentre la
curiosa
> struttura dei due semi-quadri li convince che i Terrestri abbiano un sistema
visivo a
> rilevazione di fase. Però sulla percezione tridimensionale, per caso, ci
azzeccano.
>
> E a questo punto scoprono che oltre al video c'è una banda au***** che è
modulata quasi
> esattamente come i segnali ra*****.
>
> Da lì in poi, grazie anche a occasionali colpi di fortuna come i programmi
educativi,
> il lavoro rimane complicato, ma è affrontabile.
>
> Salvo che una delle due culture usi un linguaggio strategizzato tipo il
Tamariano, in
> cui il contesto non c'è proprio e quindi, eh - il fiume Temarq, in inverno.
>
> (A proposito. Un interessante PdV sui figli di Tama:
>
http://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2014/06/star-trek-tng-and-the-limits-of-language-shaka-when-the-walls-fell/372107/)
>
>> Ad aiutare gli Alieni era stato chiamato Hilbert, un matematico
>
> ...terrestre. Quindi gli alieni, non riuscendo a comunicare con i terrestri,
chiamano
> Hilbert e gli comunicano... err... aspetta: lo vedi, che qui c'è qualcosa che
tocca?
>
>> che aveva studiato anni prima il linguaggio umano scoprendo che esiste nel
nostro modo
>> di comunicare una logica non ricorsiva e non numerabile. Con un teorema,
Hilbert,
>> aveva astratto in maniera formale una formula algebrica che in base ad un
alfabeto
>> finito costruiva una frase.
>
> Ecco, leggendo una frase così io inquadro "Victor Tai" come un ragazzino,
più o meno,
> sui sedici anni, che è rimasto fulminato dalla scoperta appunto di cose tipo
Hilbert,
> o Shannon, o simili, e ci si è fatto su un mega-film.
>
> Purtroppo, dimenticandosi per strada dettagli cruciali, come il fatto che
queste cose
> gli alieni GIA' LE DOVEVANO SAPERE. Non è che il teorema di Shannon, per
dire, è nato
> sulla Terra. E' l'Universo che è fatto in un certo modo e, sulla Terra, l'ha
scoperto
> Shannon, ma su Vulcano l'ha scoperto K'veeth, su Delta Pavonis IV l'ha
scoperto Glgl,
> e da chissà quante altre parti l'hanno scoperto l'anime de li mejo *******
loro.
>
> O, appunto, che per COMUNICARE con Hilbert uno doveva aver già risolto il
problema di
> come comunicare con Hilbert.
>
> Cioè, non è che tu telefoni a qualcuno e POI gli chiedi se ha un telefono, e
se ti dà
> cortesemente il numero.
>
>> Gli alieni hanno compreso il nostro linguaggio attraverso una formula
matematica ed
>> in seguito applicando lo stesso concetto sul loro linguaggio si è creata
una grammatica
>> lineare equivalente.
>
> Peccato però che non funzioni, perché il concetto di "linguaggio" non si
basa affatto
> su questo tipo di costruzione. Ragionando così, uno potrebbe (semplificando)
dire che
> una volta decodificate l'alfabeto e le regole sillabiche, uno sa parlare
l'italiano.
>
> E viene fuori questa roba qua, degna secondo me di un premio Nobel per la
fisica:
>
> Tanto saca tulna ti, na putta tucci putti tilà,
> runto cata cianto cianta manto cila tidà.
> Palta cara sulda mi lacciata piccia pino tito bralda
> per te cina nana ciunda lala cinda lala ciunda!
> Ronto piti cale, a tanto cinto quinta lalda
> o la tinta dalla lalta, ienta puccia lalla talta!
>
> I problemi di una ******* franca di questo tipo sono ben altri. Una volta
stabilito un
> vocabolario (la grammatica non ci interessa perché ognuno pensa alla propria
- e così
> non dobbiamo neanche scomodare Hilbert, Chomsky e questo popolo qua), avremo
una roba
> del tipo:
>
> s0172 creatura terrestre carnivora di piccola taglia ("cane")
> s7144 addetto alla preparazione dei nutrienti ("dexitroboper")
>
> ...ma alcuni concetti potrebbero non avere neanche un equivalente. E una
parola come,
> che so, "casa" - da cui magari deriva "Dobbiamo proteggere le nostre case e le
nostre
> famiglie" - ecco, una frase del genere in Yiribiano ti porta via tre quarti
d'ora. Di
> conseguenza la costruzione del vocabolario deve partire da concetti condivisi,
ad es.
> concetti di fisica. Che tu lo chiami berillio, kiradavas, o
tre-lampi-rossi-e-due-blu
> il berillio è berillio sulla Terra, su Marte e su Fomalhaut IIIb.
>
> Il problema di armonizzare le grammatiche è un assoluto non-problema. Puoi
riuscire a
> comunicare concetti complessi usando poco più che i numeri! Uno-uno-due, sì.
Due-due-
> quattro, no <g>.
>
> (Il che tra l'altro illustra come la necessità che una ******* franca sia
monosemica è
> insufficiente a porre limiti all'ingegno dei senzienti :-D ).
>
>> Il vocabolario umano ed alieno è stato ridotto ad un minimo essenziale.
Inizialmente
>> entrambi contengono 627 vocaboli in seguito ampliati a 956.
>
> Oh, questo è il segno di Palin. E' un altro indizio che si ha a che fare con
giovani,
> fantasiosi ballisti ;-).
>
> Domàndati: che importanza ha il numero esatto di vocaboli, se ne siano stati
aggiunti
> o tolti o modificati? Ma nessuna, perbacco. Ma è il genere di
dettaglio-non-dettaglio
> che un me*****cre autore di fantascienza tende a pensare che dia credibilità.
>
> Tipo "la luna di questo pianeta orbita alla distanza media di 15.733
chilometri" (o -
> scena già vista su IDU - "la base si trova a 0.04 UA dalla superficie
solare"). Per i
> giovani autori di fantascienza i numeri so' numeri, e l'importante è evitare
di usare
> numeri come 12.345 o 77.777 perché sanno di falso. Per uno che c'è stato, o
almeno ha
> letto un po' di SF ******* 15.733 (o altro numero inferiore a 15.927 <grin>)
fa torcere
> la bocca.
>
> Sommando i vari "indizi" la storia di Victor Tai non arriva neanche al livello
di una
> sessione decente di un gioco di ruolo :-(
>
> Leonardo
> --
>
> A terrible beauty is born.
> - W. B. Yeats, Easter 1916
Leonardo Serni 11 Nov 2016 17:29
On Fri, 11 Nov 2016 05:36:05 -0800 (PST), alnitakzeta@gmail.com wrote:

>Dato un alfabeto S, l’insieme di tutte le parole che si possono ottenere da S
viene indicato come S*

Okay, non me ne volere se snippo il resto della dispensa di Linguaggi Formali e
Automi
( http://bertoni.di.unimi.it/Linguaggi_e_Automi.pdf ).

Se a uno gli serve di appendere un quadro, e gli dici che il sistema migliore è
quello
di usare una centrale nucleare, hai detto sostanzialmente una corbelleria.
Citare ampi
stralci del manuale operativo della centrale, benché correttissimi e benché
approvati,
non la rende meno corbelleria. Il punto non è se quelle, nel loro contesto,
siano o no
cose giuste.

Il punto è che il loro contesto NON E' QUESTO.

Se il problema è "come costruire un abaco", citare la teoria dei numeri è un
esercizio
perfettamente inutile, anche se un abaco ha molto a che fare coi numeri (come
pure con
i capitelli, a proposito di problemi linguistici).

Ed è per questo che, al British Institute, non ti insegnano le Q-grammatiche e
il nome
di Hilbert raramente ricorre, mentre si parte da cose tipo, "where is the cat?
The cat
is on the table".

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Victor TAI 11 Nov 2016 17:48
Non hai capito perché ti ho incollato quello ahahahaahahhah


Il giorno venerdì 11 novembre 2016 17:29:58 UTC+1, Leonardo Serni ha scritto:
> On Fri, 11 Nov 2016 05:36:05 -0800 (PST), alnitakzeta@gmail.com wrote:
>
>>Dato un alfabeto S, l’insieme di tutte le parole che si possono ottenere da
S viene indicato come S*
>
> Okay, non me ne volere se snippo il resto della dispensa di Linguaggi Formali
e Automi
> ( http://bertoni.di.unimi.it/Linguaggi_e_Automi.pdf ).
>
> Se a uno gli serve di appendere un quadro, e gli dici che il sistema migliore
è quello
> di usare una centrale nucleare, hai detto sostanzialmente una corbelleria.
Citare ampi
> stralci del manuale operativo della centrale, benché correttissimi e benché
approvati,
> non la rende meno corbelleria. Il punto non è se quelle, nel loro contesto,
siano o no
> cose giuste.
>
> Il punto è che il loro contesto NON E' QUESTO.
>
> Se il problema è "come costruire un abaco", citare la teoria dei numeri è un
esercizio
> perfettamente inutile, anche se un abaco ha molto a che fare coi numeri (come
pure con
> i capitelli, a proposito di problemi linguistici).
>
> Ed è per questo che, al British Institute, non ti insegnano le Q-grammatiche
e il nome
> di Hilbert raramente ricorre, mentre si parte da cose tipo, "where is the cat?
The cat
> is on the table".
>
> Leonardo
> --
>
> A terrible beauty is born.
> - W. B. Yeats, Easter 1916
Victor TAI 11 Nov 2016 18:02
Il giorno venerdì 11 novembre 2016 17:29:58 UTC+1, Leonardo Serni ha scritto:
> On Fri, 11 Nov 2016 05:36:05 -0800 (PST), alnitakzeta@gmail.com wrote:
>
>>Dato un alfabeto S, l’insieme di tutte le parole che si possono ottenere da
S viene indicato come S*
>
> Okay, non me ne volere se snippo il resto della dispensa di Linguaggi Formali
e Automi
> ( http://bertoni.di.unimi.it/Linguaggi_e_Automi.pdf ).
>
> Se a uno gli serve di appendere un quadro, e gli dici che il sistema migliore
è quello
> di usare una centrale nucleare, hai detto sostanzialmente una corbelleria.
Citare ampi
> stralci del manuale operativo della centrale, benché correttissimi e benché
approvati,
> non la rende meno corbelleria. Il punto non è se quelle, nel loro contesto,
siano o no
> cose giuste.
>
> Il punto è che il loro contesto NON E' QUESTO.
>
> Se il problema è "come costruire un abaco", citare la teoria dei numeri è un
esercizio
> perfettamente inutile, anche se un abaco ha molto a che fare coi numeri (come
pure con
> i capitelli, a proposito di problemi linguistici).
>
> Ed è per questo che, al British Institute, non ti insegnano le Q-grammatiche
e il nome
> di Hilbert raramente ricorre, mentre si parte da cose tipo, "where is the cat?
The cat
> is on the table".
>
> Leonardo
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> A terrible beauty is born.
> - W. B. Yeats, Easter 1916

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